Segnalazioni dei locali, dei negozi e dei siti di e-commerce dove pensate valga la pena bere/comprare. O le vostre richieste "dove posso comprare o bere nel posto X"
da righi max dom giu 19, 2016 5:19 pm
queste considerazioni faranno discutere :

come sapete siamo importatori di tanti marchi Indipendenti e anche distributori di zona di grandi gruppi e tante volte mi sono chiesto se mettere online a prezzi stracciati i whisky in modo tale da far concorrenza ai siti che nascono solo online senza struttura e senza costi importanti di gestione (ultima telefonata da uno di questi che inseriva mie prodotti a prezzo basso senza averli in casa e senza averli mai ordinati ha detto che avendo ricevuto un ordine non sapeva come fare e se ne avevo in casa ma ovviamente era finito e che cmq no lo avrei servito a prescindere)

poi mi son chiesto ma vogliamo paragonare il whisky ad un paio di scarpe magari con faccia tosta entriamo in negozio le proviamo e poi le compriamo online .....

no con i whisky non voglio farlo se penso a quanto ho imparato nei vecchi negozi che i raccontavano le più' disparate storie e mi hanno fatto crescere .
poi c'è anche il discorso del personale che facciamo : lo licenziamo tutto ??? no grazie io voglio continuare cosi pur accettando che sempre più clienti si rivolgeranno ai negozi SOLO online e che porterà' purtroppo alla vendita futura solo dei grandi marchi e la morte di molti imbottigliatori indie .

che ne pensate ?
Max
da Lorenzo_P dom giu 19, 2016 5:54 pm
con l'hardware ad esempio è così da molto tempo; con l'aggravante dei vat player che importano da porti franchi e quindi hanno online i prezzi "senza iva", conseguentente è allettante e compri lì.. salvo poi scoprire che il pezzo non è disponibile perché fanno "dropshipping" (prendono il tuo ordine, vanno dal loro rifornitore, glielo ordinano, se lo fanno arrivare, te lo spediscono -non hanno manco il magazzino in pratica- e lo capisci perché i tempi di evasione dell'ordine si dilatano, tralasciando il prezzo che magicamente è quello del mercato meno il 20%).

Ultimamente i grossi produttori hanno risolto parzialmente non riconoscendo tali negozi come shop "validi" per far valere la garanzia Europea. Nel senso, se compri da lì ad esempio una scheda video MSI e poi ti rivolgi al supporto tecnico MSI perché la scheda ha un difetto da riparare in garanzia, loro non te la riparano in garanzia. L'unica è rivolgersi allo shop, sperando che nel mentre non abbia chiuso, cambiato ragione sociale, quindi devi spedirgli il pezzo a tuo carico, sperare che ti accettino la riparazione e magari ti va via un mese o più per riaverlo indietro.

Magari indicare dei rivenditori ufficiali (enoteche, shop online ecc) potrebbe aiutare in tal senso?

Sul forum abbiamo già avuto segnalazioni di negozi simili, che ti dicono che la bottiglia è disponibile, accettano l'ordine, poi ti ricontattano dicendo che non c'è e te ne mandano altre o eventualmente ti rimborsano o ci mettono le settimane ad evadere l'ordine. Dopo un po' dai e dai la gente capirà anche da chi ordinare online e non..

Per l'altro discorso dipende chi ha la faccia tosta.. se un item in negozio facilmente raggiungibile che costa 100€, lo trovo online a 85-90, è molto probabile che non stia lì ad ordinarlo su internet (aggiungi la spedizione e il costo finale finisce ad essere il medesimo). Se ho qualche problema lo riporto in negozio, "parlo" con delle persone fisiche, è sicuramente più piacevole che non doversi gestire pacchetti e spedizioni..
Il problema avviene quando online lo trovi a 90 (e qui non parlo di e-shop "furbetti", ma di negozi online seri che non giocano con iva e porcate varie), poi vai in negozio/store e lo trovi a 130/140. Comprendo i costi, ma il ricarico non è accettabile, lo lascio sullo scaffale e lo ordino online.

Col whisky io purtroppo non ho idea dei prezzi/costi/prezzo consigliato al pubblico dal distributore/grossista al rivenditore finale, ma in una enoteca qui vicino ho trovato un Caol Ila 12 yo OB (astuccio "recente", nemmeno quello nero un po' più vecchio) uguale a quello che trovi ora al supermercato a 37, bè lo aveva fuori a 68€. Ma anche no? Poi aveva un Glenfarclas 15 a 65€ che è più o meno il prezzo online (e con quello si è ripreso) ma capiamoci che poteva tranquillamente spalmare un po' di ricarico in più sul farclas (che al supermercato certo non trovi) e lasciare il Caol Ila sulla 40ina..

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da it51057 dom giu 19, 2016 7:51 pm
premetto che io ho acquistato online solo una volta e da un negozio italiano..... quasi tutte le mie bottiglie sono state acquistate in negozio normale (enoteca specializzata o supermercato) dopo riflessione (dipendeva dal prezzo piu' o meno quanto lunga).... comunque ho acquistato altri articoli (soprattutto elettronica) sui maggiori siti di e-commerce e mi sono trovato bene col prezzo, a volte molto competitivo rispetto al negozio tradizionale, che vuoi per dimensioni e/o per scelta, non potrebbe fornire varieta' e prezz competitivi.....
insomma, sono il cosiddetto compratore occasionale sul web (anche se in modo crescente), credo ancora nel lavoro prezioso che fanno certi negozi, soprattutto per argomenti cosi' delicati come il whisky o per esempio la fotografia, anche se ormai si tende a spendere il meno possibile per l' acquisto, soprattutto se si prevedono spese dell' ordine di centinaia di euro.....
pero' non mi sento di colpevolizzare chi del commercio on line fa la sua ancora di salvezza per poter sopravvivere, magari conservando anche il posto di lavoro ai propri dipendenti, combattendo contro i giganti della grande distribuzione che per forza di cose non possono avere uno stock di prodotti cosi' capillare.......non troverete mai un port ellen sugli scaffali di un supermercato......

Pino
https://www.whiskybase.com/profile/it51057/collection [ img]http://www.whiskybase.com/mc.gif[/img][/url
da angelshare lun giu 20, 2016 10:30 am
Penso che ci siano, come in tutto, buoni e cattivi sia tra i negozianti tradizionali che tra gli online.
Penso anche che un commerciante debba porsi la domanda "chi sono e chi voglio che siano i miei clienti".
Per te e la tua storia Max non c'è bisogno di chiederlo. Non c'è nemmeno bisogno di capire che i costi di struttura di Whisky&Co o WA siano un tantino superiori a chi ha un magazzino a melegnano (esempio, spero non ci sia nessuno che ce l'ha lì).
Il discorso dell'online di vendere "corto" e poi approvigionarsi è pessimo, da condannare e segnalare subito. A forza di figuracce si spera si pulirà il mercato.

Più in generale il fatto che in italia ci sia un modello distributivo poco valido fa si che una bottiglia di un 15/18 anni si possa trovare in Italia (on line o meno) a 120 euro mentre in negozio online straniero a 70/80. A questo punto è difficile competere e i negozianti secondo me dovrebbero iniziare a ribattere nel muso le bottiglie che costano di più a loro dal distributore che comprate da un privato su internet.

Visto cosa sta succedendo tra le grosse aziende italiane penso che la catena distributiva sarà molto diversa tra 4/5 anni, chi se ne accorge in tempo si salva, gli altri non lo so.

Davide Terziotti
angelshare.it
Notizie e curiosita' dal pianeta whisky
da righi max lun giu 20, 2016 12:20 pm
Ciao Davide sulle differenze di prezzi tra Italia ed Estero è verissimo e va combattuta e facendo un esempio : un importatore italiano mi disse che lui aumenta un 30% in più' perchè deve fare i conti con Insoluti che sistematicamente arrivano e con gli altri che pagano riesce ad assorbire i problemi , se ripensate è allucinante cornuti e mazziati quelli onesti .

il problema è di fondo se vuoi le bottiglie per il locale le paghi prima altrimenti vendi acqua e in questo modo non si deve ricorrere a mezzucci per coprire insoluti .

Poi un altro aspetto : sul mio sito molte volte sono volutamente alto( mi riferisco ai prodotti nuovi) perché preferisco che siano i negozi che comprano da me a vendere prima , forse sbaglio ma ora come ora non ho una risposta precisa
da angelshare lun giu 20, 2016 1:00 pm
righi max ha scritto:Poi un altro aspetto : sul mio sito molte volte sono volutamente alto( mi riferisco ai prodotti nuovi) perché preferisco che siano i negozi che comprano da me a vendere prima , forse sbaglio ma ora come ora non ho una risposta precisa

Difatti questo è il punto fondamentale, se fai distribuzione e vendi anche, devi pensare a chi vuoi vendere. I clienti dei tuoi imbottigliamenti sono prima di tutto i tuoi clienti B2B.

Davide Terziotti
angelshare.it
Notizie e curiosita' dal pianeta whisky
da Lorenzo_P lun giu 20, 2016 2:17 pm
righi max ha scritto:Ciao Davide sulle differenze di prezzi tra Italia ed Estero è verissimo e va combattuta e facendo un esempio : un importatore italiano mi disse che lui aumenta un 30% in più' perchè deve fare i conti con Insoluti che sistematicamente arrivano e con gli altri che pagano riesce ad assorbire i problemi , se ripensate è allucinante cornuti e mazziati quelli onesti .


Successo anche a me, 60 fine mese e non ti pagano..e qui da noi va ancora bene, in certi paesi certe grosse aziende hanno le squadre di picchiatori per esigere i crediti..

Ormai bisogna fare come sempre più spesso accade se fai un ordine per la prima volta: pagamento anticipato..poi una volta stabilita fiducia il resto vien da sé, ma nemmeno quello impedisce di prendersi fregature, purtroppo.

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da marco77 mar giu 21, 2016 12:23 pm
righi max ha scritto: un importatore italiano mi disse che lui aumenta un 30% in più' perchè deve fare i conti con Insoluti che sistematicamente arrivano e con gli altri che pagano riesce ad assorbire i problemi , se ripensate è allucinante cornuti e mazziati quelli onesti .

:shock: :shock: :shock:

Let’s keep it fun; whisky’s no serious matters (unless you have to make a living out of it, or if you down way too much of it). Serge Valentin
da Corrado mer giu 07, 2017 4:51 pm
Ciao a tutti,
sono un pò in imbarazzo a fare la voce fuori dal coro un anno dopo gli ultimi post, e venendo dopo cotanti giganti del whisky.
Però un'opinione di un compratore "giovane" magari può aiutare.
Io conosco e stimo Max per il grande lavoro che ha fatto, e sono convinto che il suo store fisico è e resterà un punto di riferimento per tutti noi.
Ma se parliamo di economia, io le bottiglie che so di voler o di dover comprare (perchè le conosco già, perchè ho letto una recensione che mi attira, ecc) le cerco, semplicemente, da chi me le fa pagare di meno.
Se invece sono alla ricerca di un consiglio, vado da chi mi sa spiegare e "pago" volentieri quei 10/20 euro in più (capitava di più quando ero all'inizio, oggi mi muovo più spesso su suggerimenti di amici o per letture ecc).
Il problema è che ci sono ormai tanti store in Olanda e Germania che vendono le bottiglie almeno al 30-40% in meno rispetto ai nostri prezzi medi di enoteca, e con spese di spedizione davvero basse (15 euro fino a 12 bottiglie...!).
Se ci pensate, vuol dire comprare 4 bottiglie on-line quando in enoteca ne riesco a comprare 3 con i medesimi soldi.
Senza nulla togliere ai ragionamenti che avete fatto, penso che si debba trovare un modo di giungere a un equilibrio per non far estinguere i negozi, che sono una risorsa per tutti, e insieme per essere competitivi anche nel mercato online.

Ultime due riflessioni:
1) io credo che internet, e in particolare i blog e i vlog di whisky, stiano molto aiutando gli indipendenti - dando rilievo alle loro produzioni, facendole conoscere al mondo, ecc.: se si riuscisse, senza fare un bagno di sangue, a fare uscire anche prodotti più "costumer friendly" per attirare anche chi non riesce a spendere 200/300 euro per una bottiglia, secondo me il beneficio sarebbe ancora superiore (ma questo, in realtà, è un problema di marketing - o di risorse quantitative? - del singolo imbottigliatore).

2) sul discorso che abbiamo fatto come incidono le aste online? secondo me anche quello è un mercato molto battuto e in rapido sviluppo.

Un caro saluto a tutti

C. :slainte:
da sergio76 dom giu 11, 2017 12:33 am
Io sto muovendo adesso i primi passi in questo etilico mondo.
Per primo mi sono imbattuto in un laphroaig 10 old al supermercato. Anzi ho scoperto l'enoteca fuori dalla massa proprio lì Esselunga e coop per dirne due. Ma il fedele sommellier per un'incompetente come me è stato whiskyitaly che con le sue pagiene sui prodotti mi dava idee e consigli. Ho comprato pure li. I prezzi in definitiva li ho trovati sovrapponibili con un leggero risparmio per la gdo. Comunque lo scaffale dello shop on line è indubbiamente più fornito. Mi manca solo l'enoteca, che spero sinceramente di entrarci al più presto. Poi per ragioni fiscali presumo che l'estero (Germania per es.) sia più leggero

Alla scoperta delle caramelle ,noci, mele, pere, frutti di bosco e big babol nei distillati. Ma dove sono?